Rizoma e una psicoterapia transfemminista

Una maniera rivoluzionaria di fare psicoterapia. Togliersi le lenti del pregiudizio imposte dalla società e affrontare la salute mentale con occhi nuovi, consapevoli del contesto socio-culturale in cui mettiamo in atto i nostri comportamenti. Questo è Rizoma.

In questa quinta puntata di humvns, parliamo con Rizoma, un’equipe di psicologhe che svolge attività di ricerca, autoformazione, e sostegno psicologico con una prospettiva transfemminista. Questo per Rizoma vuol dire calare l’analisi psicoterapeutica nei sistemi di privilegi ed oppressioni in cui viviamo e superare i binomi patologizzanti creati dalla psicologia tradizionale: sano e malato, normale e anormale, isterica e equilibrata, uomo e donna.

In questo episodio, l3 Rizomers ci raccontano del lavoro che stanno portando avanti per rivoluzionare il modo in cui si fa psicoterapia. Ci parlano del potere della fragilità e della vulnerabilità, due concetti non valorizzati nel nostro mondo machista-patriarcale-capitalista.

Abbiamo il coraggio anche noi di porci nel mondo senza nascondere le nostre fragilità? Fateci sapere qui nella sezione commenti!

Buon ascolto!

Francesca Cavallo, il potere dell’empatia e l’imprenditoria femminile

Proseguiamo la nostra esplorazione dei femminismi attuali con un’ospite fulminea.

Francesca Cavallo è imprenditrice, attivista e scrittrice di libri per l’infanzia, autrice bestseller del New York Times con “Storie della Buona Notte per Bambine Ribelli” e ad ultimo scrittrice di “Ho Un Fuoco Nel Cassetto”. Autodefinitasi queer cultural agitator, Francesca naviga diversi mondi alla ricerca di punti di connessione nella lotta contro il patriarcato.

In questo episodio, Francesca parla con la nostra guest-host Daniela del suo femminismo e della capacità tanto della rabbia quanto della compassione radicale di creare nuove e inaspettate alleanze. Condivide le sue riflessioni sull’effetto che il patriarcato ha sui bambini e sugli uomini, richiedendo quindi una rieducazione sociale, culturale e affettiva che coinvolga tutt3.

Ci parla infine del potere di un’imprenditoria femminile rivoluzionaria di scardinare i modelli economici esistenti e di permetterci di costruire le vite che vogliamo.

Il dialogo e il confronto sono al cuore del progetto hum∇n: fateci sapere cosa ne pensate di quanto discusso in questo episodio qui nella sezione Commenti!

Buon ascolto!

MirØ, le piante e la magia oltre i binomi

oggi con noi su hum∇n c’è MirØ, una persona sfaccettata, dinamica e in continua trasformazione. MirØ è una persona trans non-binaria, è performer, modellǝ, giardiniere e autore. è anche protagonista del Podcast “Storia di Miro” prodotto da Vanity Fair.

su hum∇n MirØ ci racconta del suo rapporto con i movimenti femministi, del percorso di affermazione di genere e di come noi tuttɜ siamo in costante cambiamento.

condivide il suo sguardo verso un mondo oltre i binarismi di genere, e ci invita ad ascoltare quello che le piante hanno da insegnarci rispetto alla collettività.

Buon ascolto!

https://www.instagram.com/__miro__________/
https://www.instagram.com/queer.garden/

Tiresiə, rivista di letteratura queer transfemminista

L3 nostr3 ospiti su hum∇ns sono la redazione (quasi al completo) di Tiresiə, una rivista indipendente di letteratura queer transfemminista. Oltre che una rivista, Tiresiə è uno spazio di sovversione che sta portando in diverse città d’Italia rappresentazioni finora pressoché inesistenti.

Questo gruppo di hum∇ns è davvero singolare, tanto per il progetto letterario indipendente che hanno costruito con spontaneità e cura, quanto per le persone che sono e le loro intuizioni per un futuro queer transfemminista. Condividono tutto questo con noi qui su hum∇n.

L’episodio con Tiresiə è stato talmente ricco che abbiamo scelto di pubblicarlo in due parti. Questa prima parte che ascolterete è dedicata al loro progetto. La seconda invece è dedicata alle loro storie con il femminismo e le loro visioni per un futuro transfemminista.

Buon ascolto!

Rachele Borghi, le letture e la potenza del margine

Rachele Borghi è un caposaldo nel femminismo italiano ed europeo. Professora alle Belle Arti di Marsiglia, geografa queer, pornosecchiona transfemminista, e autrice del libro Decolonialità e Privilegio – Pratiche femministe e critica al sistema-mondo, il lavoro di Rachele si focalizza sulla decostruzione delle norme dominanti e sulla contaminazione degli spazi attraverso trasgressioni performative agite da corpi dissidenti e militanti. 

Su humvn ci racconta la sua storia delle origini con il femminismo, ci parla di sua madre, del paese in cui è cresciuta, della formazione catto-comunista e di come è approdata al mondo dei femminismi per diventare l’attivista spakka accademia che oggi conosciamo. Condivide le sue riflessioni sul momento attuale che i femminismi stanno attraversando e su come lei naviga il rapporto fra il centro e il margine nel suo lavoro e nel suo attivismo.

Bibliografia:

trailer: hum∇ns

benvenutɜ alla nuova serie del hum∇n podcast, hum∇ns, in cui parliamo con le molteplici soggettività che popolano i movimenti femministi attuali. Ci raccontano la propria “storia delle origini” con il femminismo, come il loro rapporto con il femminismo si è trasformato nel tempo e come questo impatta sul loro lavoro e sul loro attivismo. Ascolta il trailer per un assaggino di quello che vi aspetta!

film & serie

feel good

Nichols, The Birdcage (1996)

Poetico

Miyazaki, Howl’s Moving Castle (2004)

Miyazaki, Ponyo (2008)

intenso

Généus, Freda (2021)

letture

Maddie Mortimer, Maps of Our Spectacular Bodies, Scribner Book Company, 2022 (link). Una lettura favolosa di una storia che gira attorno a due figure femminili (la mamma Lia e la figlia Iris) genuinamente se stesse, anche nel male, e come attraversano la battaglia contro il tumore di Lia.

podcasts

il primo podcast sul sesso tra donne
la storia della vita di MirØ e del suo percorso di affermazione del genere
il c.d. “cancel culture” e l’effetto dei social media sulla salute mentale dell3 attivist3

10 centimetri

Rachele Borghi

Era bassa. Diceva che avrebbe voluto essere alta. Pare che la sua vita sarebbe stata diversa se avesse avuto 10 cm. in più. Avrebbe potuto diventare modella. Il suo fisico glielo permetteva. Aveva belle tette, culo a mandolino, pancia piatta, gambe dritte, tutto al suo posto, tutto giusto. Lei lo sapeva, le piaceva, essere guardata, essere desiderata. Essere cercata dagli uomini ma, a volte, anche dalle donne. Con 10 cm di più avrebbe potuto fare della sua bellezza che rispondeva perfettamente alle norme di quegli anni, la sua professione.

10 cm di piu e la tua vita avrebbe potuto essere diversa, avresti potuto fare i soldi, avresti potuto realizzare i tuoi sogni. Ma i propri sogni bisogna conoscerli per poterli realizzare…C’è sempre il rischio che i tuoi sogni non siano proprio i tuoi, che quelli che cerchi di realizzare siano i sogni assegnati dai ruoli sociali, realizzare i sogni che ti hanno insegnato che sono i tuoi sogni.

Si è sposata a 28 anni. Una vecchia in quegli anni. Aspettava il principe azzurro che l’avrebbe salvata da un padre assurdo che le rubava i soldi, che le uccideva le speranze. Sapeva che il cavaliere che l’avrebbe salvata da una vita povera di cose e di affetti sarebbe arrivato, per forza, secondo quello che dicono le donne, arriva sempre.

Quello che non sapeva è che si era già salvata da sola…

Si era salvata quando aveva deciso di andare a vivere da sola a 20 anni. Ma anche prima, quando aveva trovato il modo di scappare dalla casa di suo padre e andare a ballare la domenica pomeriggio con i soldi rubati a suo padre ladro. Si era già salvata quando aveva messo da parte la somma che le serviva per comprare una macchina e essere libera di andare dove voleva. Ma a dire il vero si era salvata pure prima, quando aveva imparato a pattinare per aumentare i kilometri e diminuire il tempo, fregare suo padre e il patriarcato con lui.

Continuava a salvarsi quando portava delle minigonne e dei sandali aperti durante l’inverno e che la gente la guardava. Perché pare che una donna moglie e madre non debba mostrare le gambe (e a quanto pare neanche i piedi).

Ma tutto questo lei non lo sapeva. Non importa, gliel’ho detto io quando l’ho scoperto. Quando ho scoperto che esiste un femminismo del quotidiano praticato da donne ignoranti, da donne che ribaltano lo spazio domestico, che trasformano lo spazio d’oppressione in spazio di resistenza. Quando ho scoperto che le donne come lei avevano creato nello spazio domestico quella stanza tutta per sé dove le figlie potevano diventare delle guerriere, dove le fatine potevano trasformarsi in streghe. E ho capito che la sua libertà aveva costruito la mia.